La Persona e la Parola

Un Mondo Sconfinato da Scoprire Insieme

con la dott.ssa Maria Cristina Koch, Psicoterapeuta, Epistemologa, Autrice di Libri

L’infinita gamma della nostra persona, unica e molteplice; ma oggi non lo sappiamo più, ci ripetiamo frasi inconsistenti come “essere sé stessi”, cioè? “sono fatto così”, come? e da chi? “io sono uno che…”. Le diverse esperienze di ciascuno dove abbiamo messo in scena le nostre persone.

In principio fu il Verbo. La lingua Italiana, tanti strati di mille culture. Come la usiamo.

Incontrare l’altro. I nostri sensi per guidarci. Le parole che veicolano: come crearle affinché siano un dono diretto a quella persona in quel momento preciso, in quel contesto, quello scopo.

« Che cosa sono le PAROLE? Sii cauto con esse, sceglile bene, prendi parole sicure, prive di appigli, non tesserle l’una con l’altra, affinché non ne nasca ragnatela, perché tu saresti il primo a restarvi impigliato.»

— Carl Gustave Jung, Il Libro Rosso

« Ciascuno di noi si crede “uno” ma non è vero: è “tanti”, signore, “tanti” quando tutte le possibilità  d’essere che sono in noi: “uno” con questo, “uno” con quello — diversissimi! E con l’illusione, intanto, d’esser sempre “uno per tutti”, sempre “questo uno” che ci crediamo in ogni nostro atto. »

— L. Pirandello, Sei Personaggi in Cerca d’Autore

« Dalla bocca esce la PAROLA, il SEGNO e SIMBOLO. Se è SEGNO, la parola non significa NULLA. Se invece è SIMBOLO, significa TUTTO. »

— Carl Gustave Jung

« Nel ribollimento della discussione di jersera è venuto a galla e t’ha stordito e t’ha fatto dir cose “che non sai“. Sfido! Credi di non averle mai pensate! Invece l’hai pensate, le hai pensate. Come ci sono figli illegittimi, ci sono pensieri illegittimi. 𝗧𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗼𝗴𝗻𝘂𝗻𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝗺𝗺𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮, quella che ci porta in dote la facoltà più adatta a conseguire lo stato a cui aspiriamo; ma poi, 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗻𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘁𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗶𝘂𝗴𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘁𝗿𝗲𝘀𝗰𝗵𝗲, 𝘁𝗿𝗲𝘀𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗲 𝗿𝗲𝗷𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗴𝗶𝘂̀ 𝗻𝗲𝗶 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗲𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲, e da qui nascono atti, pensieri, che non vogliamo riconoscere, o che, forzati, adottiamo o legittimiamo, con accomodamenti e riserve e cautele. Questo, tu ora lo respingi, povero pensiero trovatello! Ma guardalo bene negli occhi: è tuo! »
— L. Pirandello, Ciascuno a Suo Modo

« Tengo conto più della mia coscienza, piuttosto che delle opinioni degli altri. — Vuoi capire che la tua 𝗰𝗼𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 “𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗲” ? »
— L. Pirandello, Ciascuno a suo Modo

« Tutte le persone incontrate nella vita che hanno un potere di fascinazione su di noi sono in realtà parti scisse di noi stessi che abbiamo rimosso e che ci sono riportate indietro.  Quindi, se preferiamo non farci ingannare dalle nostre stesse illusioni, dovremo analizzare accuratamente ogni forma di fascinazione per ricavarne, come quintessenza, un frammento della nostra personalità, e ci renderemo a poco a poco conto che, lungo il cammino della vita, non facciamo che incontrare sempre di nuovo noi stessi, sotto mille travestimenti. »
— C. G. Jung, Psicologia della Traslazione (1946) 

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